mercoledì 26 novembre 2014

25° di Ordinazione Presbiterale





Martedì 25 Novembre presso la Chiesa dei  Santi  Marcellino e Pietro a roma, si è svolta una Celebrazione Eucaristica in occasione  del  25° di Ordinazione Presbiterale del rev.do  Mons. Natale Loda, Professore di Diritto Canonico Orientale, e Padre Spirituale del Pontificio Collegio Greco.

Al Caro Padre Loda vanno i nostri migliori ed affettuosi auguri


Axios

giovedì 20 novembre 2014

Giorgio Warda. I salmi di Maria: Colei che ha partorito il datore della vita



Ingresso della Madre di Dio al Tempio
Icona Slava del XIX secolo


            Giorgio Warda è uno dei principali innografi della tradizione ecclesiale e liturgica siro orientale, vissuto tra a fine del XII e l’inizio del XIII secolo ad Arbela, nell’attuale Iraq. Il nome Warda (che significa rosa in siriaco) è un soprannome legato alla raccolta delle sue composizioni poetiche presenti nei libri liturgici siro orientali. Si tratta di poemi teologici molto spesso in forma di omelie metriche per le feste liturgiche del Signore, della Mare di Dio e dei Santi. Per la festa dell’Ingresso della Madre di Dio nel tempio il 21 novembre, presentiamo un frammento di uno degli inni di Giorgio dedicati a Maria, inno che contiene una decina di versetti in cui il poeta teologo fa una lettura in chiave mariologia e soprattutto cristologica di alcuni salmi o versetti dei salmi, presentandone un’esegesi assai originale. Si tratta quasi soltanto di una lista senza commento di ventidue versetti salmici che l’autore applica a Maria, e costituisce quasi un unicum nell’esegesi siro orientale di testi veterotestamentari. Quest’inno di Giorgio è entrato nell’ufficiatura della Chiesa siro orientale.
            “Ventidue salmi cantati da Davide, è a lei che convengono.            Il primo (salmo) indica tutta sua perfezione e la sua purezza: «Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori… ma nella legge del Signore trova la sua gioia…». Il terzo sulla la sua persecuzione: « Signore, quanti sono i miei avversari! Molti contro di me insorgono »; ed il quarto la sua pace: «…perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare. ». Il quinto (tratta) della sua calunnia: «Non c'è sincerità sulla loro bocca, … la loro lingua seduce…», ed il quindici della sua giustizia: «Signore, chi abiterà nella tua tenda? Chi dimorerà sulla tua santa montagna?». Il sedicesimo sulla sua perseveranza: «Ho detto al Signore: Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene. Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. », il diciassettesimo la sua limpidezza: «Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte, provami al fuoco: non troverai malizia… Ma io nella giustizia contemplerò il tuo volto, al risveglio mi sazierò della tua immagine. », e la lode che segue a questo fu cantata per lei da suo padre giusto (salmo 18).
            E ancora il ventitreesimo sulla sua crescita con la provvidenza (di Dio): «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce», ed un altro, il ventiseiesimo sulla sua bellezza senza peccato: «Signore: nell'integrità ho camminato, confido nel Signore, non potrò vacillare… La tua bontà è davanti ai miei occhi, nella tua verità ho camminato… Il mio piede sta su terra piana; nelle assemblee benedirò il Signore». E quell’altro che dice: «Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, e contro di me si sono alzati falsi testimoni che soffiano violenza» (salmo 27), e assieme al il trentaquattro (ambedue hanno annunciato) che il Signore l’ha benedetta e l’ha custodita sulla terra. E quell’altro, il quarantaseiesimo, (la proclama) trono di Colui che tutto santifica: «Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio, la più santa delle dimore dell'Altissimo. Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare… nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.», ed ancora il quarantottesimo dichiara che è tempio del Figlio dell’Altissimo.
E il sessantunesimo (parla) del suo nascondimento: «Per me sei diventato un rifugio, una torre fortificata davanti al nemico. Vorrei abitare nella tua tenda per sempre, vorrei rifugiarmi all'ombra delle tue ali», e la sua liberazione nei due (salmi) che seguono. E nell’ottantaseiesimo (si dice) che il Figlio dell’Altissimo ha abitato in lei: «Si dirà di Sion: “l'uno e l'altro in essa sono nati e lui, l'Altissimo, la mantiene salda». E il salmo novantunesimo (parla) degli angeli che custodiscono il suo corpo: «Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie», e il salmo centouno (annuncia) che (il Figlio) è apparso nel mondo per mezzo suo.
E quello (più) grande (salmo 118) (parla) sulla perfezione, salmo che per intero segue le lettere (dell’alfabeto) e che non contiene separazioni ma tutto il mistero della perfezione; le sue sentenze cento diciotto e sette altre si addicono a Maria. E il centotrentasette che loda il Signore con la bocca e con la mente. Il centotrentotto che (vede) la destra del Signore che la adombrata: «Se prendo le ali dell'aurora per abitare all'estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra». E benché tutti (i salmi) parlino dei giusti, tutti pero possono essere collegati a lei e (parlano) su di lei.
            È colei che non ha conosciuto uomo, ed è la terra che soltanto il Signore ha seminato. Lei è la porta di cui parla il Signore per mezzo del profeta Bar Buzi (Ezechiele): «Sarà chiusa e nessuno vi entrerà, perché (soltanto) il Signore entrerà e ne uscirà». Lei è la fonte sigillata da cui tutto il mondo è dissetato. Lei è il tesoro intatto, da cui si arricchiscono tutti gli uomini. È colei in cui abitò Dio, e da lei risplendette il Figlio di Dio. Lei è la discendenza di Eva, per mezzo di cui fu cancellata la maledizione di Eva. Lei ha portato Colui che porta l’altezza e la profondità, e in lui si radunano. Lei ha partorito il datore di vita, Dio e uomo al di sopra della natura”.
            Il poema di Giorgio Warda nella tradizione dei testi liturgici delle diverse tradizioni orientali per le feste della Madre di Dio, ci offre una lettura dei testi salmici –alla fine aggiunge anche Ezechiele, il Cantico dei Cantici e Matteo 13 con l’immagine del tesoro nascosto- che si inserisce nella grande ed unica tradizione cristiana di lettura cristologica della raccolta del Salterio.

P. Manuel Nin, Pontificio Collegio Greco, Roma


          

21 Novembre Ingresso della Tuttasanta Madre di Dio nel Tempio







Dopo il parto straordinario avuto dai Santi Gioacchino ed Anna, compiuto il secondo anno dall’augusta nascita della gloriosa Madre di Dio e sempre Vergine Maria, Gioacchino disse a sua moglie Anna: Conduciamola nel tempio del Signore, secondo ciò che abbiamo promesso. E Anna rispose: aspettiamo fino al terzo anno, affinchè non accada che, desiderando il padre e la madre, la fanciulla non sia distolta dal dirigersi verso il Signore. E dopo i tre anni Gioacchino disse: raduniamo le figlie Vergini degli Ebrei, ognuna con la lampada, e le lampade siano ardenti, affinchè la fanciulla non ritorni indietro, e la sua mente rimanga catturata nel tempio di Dio. E fecero così. Nel tempio la accolse Zaccaria e le disse: Il Signore esalti il tuo nome. E la fece collocare nel luogo recondito del tabernacolo; ed era nutrita da un angelo, fino all’età di dodici anni. Giunto il tempo del suo fidanzamento, Giuseppe la prese con sé dai sacerdoti, nel tempio del Signore.



Apolitikion

Σήμερον της ευδοκίας Θεού το προοίμιον, και της των ανθρώπων σωτηρίας η προκήρυξις. Εν ναώ του Θεού τρανώς η Παρθένος δείκνυται, και τον Χριστόν τοις πάσι προκαταγγέλλεται. Αυτή και ημείς μεγαλοφώνως βοήσωμεν˙ Χαίρε της οικονομίας του Κτίστου η εκπλήρωσις.


Oggi e il preludio della divina benevolenza, e l’annunzio della salvezza degli uomini, nel tempio di Dio la Vergine si mostra apertamente e a tutti preannunzia il Cristo.









domenica 16 novembre 2014

Nomina del Sotto-Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali



Rev.do P. Lorenzo Lorusso, O.P.



Il Santo Padre ha nominato Sotto-Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali il Rev.do P. Lorenzo Lorusso, O.P., finora Rettore della Basilica di San Nicola in Bari e Consultore del medesimo Dicastero, Docente di Diritto presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma.


Il Rev.do P. Lorenzo Lorusso, O.P., è nato a Bari il 25 marzo 1967.
Ha emesso la Professione solenne dei voti religiosi nell’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani) nel 1990 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995.
Ha conseguito la Licenza in Teologia presso l’Institut Catholique de Toulouse nel 1995.
Nel 1997 ha conseguito la Licenza in Diritto Canonico Orientale presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma, quindi il Dottorato in Diritto Canonico Orientale presso il medesimo Istituto nel 1999.
Docente di Diritto Canonico Orientale e Latino presso diverse Facoltà romane ed italiane, nel 2012 è stato nominato Rettore della Basilica di San Nicola in Bari.

È Consultore del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi dal 2008 e Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali dal 2014.


Al Neo Sotto-Segretario porgiamo i nostri più sinceri auguri.


mercoledì 12 novembre 2014

13 Novembre, Memoria di San Giovanni Crisostomo Arcivescovo di Costantinopoli



San Giovanni Crisostomo nacque tra il 344 e il 349 ad Antiochia, in Siria. Suo padre, Secundus, era un generale dell'esercito, e sua madre, Anthusa, era una donna ammirevole per fede e pietà. Per le sue doti intellettuali ha rapidamente attraversava l'intero ciclo della letteratura cristiana e profana. Fu battezzato nel 369 da Melezio, l'arcivescovo di Antiochia, che volle conferirgli anche gli ordini minori. Nel 374-375, Giovanni si ritirò nel deserto, nei pressi di Antiochia e di seguito fu ordinato diacono nel 381 sempre da Melezio e sacerdote nel 386 da Flavio. Esortava tutti con i suoi discorsi e commentava tutta la Scrittura. Nel 397, con la morte inaspettata di Nettario, l'arcivescovo di Costantinopoli, fu trasferito da Antiochia a Costantinopoli dal voto dei vescovi e per ordine dell'imperatore Arcadio. Nel 398 nella città imperiale fu consacrato arcivescovo, ma per la sua lotta contro l'avidità, finì per attaccare l'imperatrice Eudossia poco propensa ai costuni cristiani. Lo stesso imperatore lo fece ingiustamente esiliare nel 403 per poi richiamarlo quasi immediatamente. Fu esiliato una seconda volta nel 404 e per tre anni fu costretto a spostarsi di continuo fino a morire di stenti durante uno di questi trasferimenti, a Comana, il 14 settembre 407. Per la sua eloquenza ha ricevuto il titolo di Crisostomo, "Bocca d'oro". La festa di san Giovanni Crisostomo è stata trasferita a questo giorno, invece di essere celebrata nel giorno dell'anniversario della sua morte, il 14 settembre, poiché in quella data ricorre la festa dell'Esaltazione della Venerabile e vivificante Croce.

APOLITIKION

τοῦ στόματός σου καθάπερ πυρσὸς ἐκλάμψασα χάρις, τὴν οἰκουμένην ἐφώτισεν, ἀφιλαργυρίας τῷ κόσμῳ θησαυροὺς ἐναπέθετο, τὸ ὕψος ἡμῖν τῆς ταπεινοφροσύνης ὑπέδειξεν· Ἀλλὰ σοῖς λόγοις παιδεύων, Πάτερ Ἰωάννη Χρυσόστομε, πρέσβευε τῷ Λόγῳ Χριστῷ τῷ Θεῷ, σωθῆναι τὰς ψυχὰς ἡμων.

La grazia della tua bocca, che come torcia rifulse, ha illuminato tutta la terra, ha deposto nel mondo tesori di generosità, e ci ha mostrato la sublimità dell’umiltà. Mentre dunque ammaestri con le tue parole, o Padre Giovanni Crisostomo, intercedi presso il Verbo, Cristo Dio, per la salvezza delle anime nostre




venerdì 7 novembre 2014

Sabato 8 Novembre: Commemorazione degli Arcangeli Michele e Gabriele e di tutte le Potenze incorporee





Sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento le Schiere Celesti sono conosciute, citate ed annoverate tra le presenze di quel "luogo divino" che chiamiamo Cielo. L'apostolo Paolo su di essi, citandoli più volte nelle sue lettere, dice che gli Angeli sono Spiriti al servizio di Dio, inviati come servi per il bene di chi deve ricevere l'eredità della salvezza, stabiliti come protettori e guide di ogni nazione e di ogni gente. Gli Angeli stanno al fianco di coloro che sono stati loro affidati, non per proteggerli dalle aggressioni terrene, dalla povertà e dalla sofferenza, non per risparmiare loro il dolore o per offrire loro un braccio forte per l’ottenimento di un qualsiasi bene temporale, bensì per condurli a Dio ed alla salvezza sulla via che ha loro designato la Divina Volontà. In cielo, continuamente vedono il volto di Dio, cantano l’inno "tre volte Santo", intercedono per noi, e gioiscono per un solo peccatore che si converte.

Ecco perché la Chiesa, onora questi ministri divini, i nostri intercessori e tutori, celebrando questa sinassi. La Chiesa ricorda in particolare i nomi dei Santi Michele e Gabriele, perché sono legati a noi dalla Sacra Scrittura. La parola "Michael" significa "Chi è come Dio?", E la parola "Gabriele", "Dio è potente." Secondo la Sacra Scrittura, il numero degli angeli è infinito; Daniele ne ha visto "migliaia e migliaia servire Dio, e miriadi di miriadi stare davanti a Lui" (Daniele 7:10). Sono divisi in nove cori che sono: Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Virtù, Potestà, Principati, Arcangeli e Angeli.





Apolitikion



Τών ουρανίων στρατιών Αρχιστράτηγοι, δυσωπούμέν υμάς ημείς οι ανάξιοι, ίνα ταίς υμών δεήσεσι τειχίσητε ημάς, σκέπη τών πτερύγων, τής αϋλου υμών δόξης, φρουρούντες ημάς προσπίπτοντας, εκτενώς καί βοώντας, Εκ τών κινδύνων λυτρώσασθαι ημάς, ως Ταξιάρχαι τών άνω Δυνάμεων.

O Principe delle angeliche milizie, noi indegni ti supplichiamo che ognora ci sostenga con le tue preghiere, custodendoci sotto l’ombra delle ali della tua gloria. Prostrati davanti a te gridiamo: Liberaci da ogni pericolo, o Condottiero delle celesti Schiere.







venerdì 31 ottobre 2014

1 Novembre: memoria dei Santi Cosma e Damiano, anargiri




I santi Cosma e Damiano erano gemelli e cristiani, nati in Arabia, che si dedicarono alla cura in modo gratuito dei malati, che gli valse il soprannome di anàrgiri (termine greco che significa «senza argento», «senza denaro»). Morirono martirizzati durante il regno dell'imperatore Diocleziano, forse nel 303, nella città di Ciro, dove il governatore romano li fece decapitare dopo aver inflitto loro innumerevoli torture per spingerli a rinnegare la fede cristiana. Un'altra narrazione attesta invece che furono uccisi a Egea di Cilicia, in Asia Minore, per ordine del governatore Lisia, e poi traslati a Ciro.


Apolitikion

γιοι νργυροι κα θαυματουργο, πισκψασθε τς σθενεας μν, δωρεν λβετε, δωρεν δτε μν.

Santi anargiri e taumaturghi riguardate le nostre infermità; come gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date anche a noi.