lunedì 1 febbraio 2010

Martedì 2 Febbraio: Presentazione di Nostro Signore Gesù Cristo al Tempio.


Υπαπαντής του Χριστού


Antifone:

Εξηρεύξατο η καρδία μου λόγον αγαθόν, λέγω εγώ τα έργα μου τω βασιλεί.
Effonde il mio cuore una soave parola, canto i miei versi al re.


Περίζωσαι την ρομφαίαν σου επί τον μηρόν σου, Δυνατέ, τη ωραιότητί σου και τω κάλλει σου.Σώσον ημάς Υιέ Θεού, ο εν αγκάλαις του δικαίου Συμέών βασταχθείς, ψάλλοντάς σοι Αλληλούια

Cingiti la tua spada al fianco, o Fortissimo, del tuo splendore e della tua maestà. O Figlio di Dio, che sei stato portato tra le braccia del giusto Simeone, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.


Ακουσον, θύγατερ, καί ίδε, και κλίνον τό ούς σου, και επιλάθου του λαού σου, καί τού οίκου του πατρός σου

Ascolta, o figlia, guarda e china il tuo orecchio, e dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.


Apolitikion:

Χαίρε, Κεχαριτωμένη Θεοτόκε παρθένε εκ σου γαρ ανέτειλεν ο ήλιος της δικαιοσύνης, Χριστός ο Θεός ημών, φωτίζων τους εν σκότει. Ευφραίνου και συ, πρεσβύτα δίκαιε, δεξάμενος εν αγκάλαις τον ελευθερωτήν των ψυχών ημών χαριζόμενον ημίν και την ανάστασιν.

Salve, o piena di grazia, Madre di Dio e Vergine, poiché da te spuntò il sole di giustizia, Cristo Dio nostro, illuminante coloro che giacevano nelle tenebre. Rallegrati anche tu, giusto Vegliardo, che hai ricevuto tra le braccia il Redentore delle anime nostre, che ci dona anche la Resurrezione.


Kondakion:

Ο μήτραν παρθενικήν αγιάσας τω τόκω σου, και χείρας του Συμεών ευλογήσας, ως έπρεπε, προφθάσας και νυν, έσωσας ημάς, Χριστέ ο Θεός. Αλλ’ ειρήνευσον εν πολέμοις το πολίτευμα, και κραταίωσον βασιλείς, ους ηγάπησας, ο μόνος φιλάνθρωπος.

Tu che hai santificato con la tua nascita il seno della Vergine ed hai benedetto come conveniva le mani di Simeone, sei venuto e hai salvato anche noi, Cristo Dio. Conserva nella pace il tuo popolo e rendi forte coloro che ci governano, o solo amico degli uomini.


Apostolos: Eb.7,7-17

Fratelli, senza dubbio, è l’inferiore che è benedetto dal superiore. Inoltre, qui riscuotono le decime uomini mortali; là invece le riscuote uno di cui si attesta che vive. Anzi si può dire che lo stesso Levi, che pur riceve le decime, ha versato la sua decima in Abramo: egli si trovava infatti ancora nei lombi del suo antenato quando gli venne incontro Melchìsedek. Or dunque, se la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdoziolevitico – sotto di esso il popolo ha ricevuto la legge – che bisogno c’era che sorgesse un altro sacerdote alla maniera di Melchìsedek, e non invece alla maniera di Aronne? Infatti, mutato il sacerdozio, avviene necessariamente anche un mutamento della legge. Questo si dice di chi è appartenuto a un’altra tribù, della quale nessuno mai fu addetto all’altare. È noto infatti che il Signore nostro è germogliato da Giuda e di questa tribù Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio. Ciò risulta ancor più evidente dal momento che, a somiglianza di Melchìsedek, sorge un altro sacerdote, che non è diventato tale per ragioni di una prescrizione carnale, ma per la potenza di una vita indefettibile. Gli è resa infatti questa testimonianza: Tu sei sacerdote in eterno alla maniera di Melchìsedek.



Vangelo: Lc.2,22-40

In quel tempo, i Genitori portarono il bambino Gesù a Gerusalemme per offrirlo al Signore,come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”. Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.


Megalinarion

Θεοτόκε η ελπίς, πάντων των Χριστιανών, Σκέπε, φρούρει, φύλαττε, τους ελπίζοντας εις σε. Εν νόμω σκιά και γράμματι, τύπον κατίδωμεν οι πιστοί’ πάν άρσεν το την μήτραν διανοίγον, άγιον θεω’ διό πρωτότοκον Λόγον, Πατρός Ανάρχου Υιόν, πρωτοτοκούμενον Μητρί, απειράνδρω μεγαλύνωμεν

Madre di Dio, speranza di tutti i cristiani, proteggi, difendi, custodisci coloro che sperano in te. Nella legge, ombra e lettera, noi credenti abbiamo visto la figura: ogni primogenito maschio sarà consacrato a Dio; perciò noi magnifichiamo il Verbo primogenito, il Figlio del Padre eterno, divenuto primogenito della Madre ignara di nozze.


Kinonikon

Ποτήριον σωτηρίου λήψομαι καi τò òνομα Κυρìου πικαλέσομαι. 'Aλληλούια

Prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Alliluia


Απολυτίκιον Υπαπαντής



sabato 30 gennaio 2010

Domenica 31 Gennaio: Del Figlio prodigo, e dei Santi Ciro e Giovanni, anargiri



Apolitikion

Οτε κατήλθες προς τον θάνατον, η ζωή η αθάνατος, τότε τον άδην ενέκρωσας, τη αστραπή της θεότητος. 'Οτε δε και τους τεθνεώταςεκ των καταχθονίων ανέστησας, πάσαι αι δυνάμεις των επουρανίων εκραύγαζον, ζωοδότα Χριστέ, ο θεός ημών, δόξαΣοι.

Quando Tu, vita immortale, discendesti incontro alla morte, allora annientasti l’inferno col fulgore della Divinità; ma allorchè risuscitasti i morti dai luoghi sotterranei, tutte le potenze sovra celesti esclamarono: Cristo, Dio nostro, datore di vita, gloria a Te.


Kondakion

Ο μήτραν παρθενικήν αγιάσας τω τόκω σου, και χείρας του Συμεών ευλογήσας, ως έπρεπε, προφθάσας και νυν, έσωσας ημάς, Χριστέ ο Θεός. Αλλ’ ειρήνευσον εν πολέμοις το πολίτευμα, και κραταίωσον βασιλείς, ους ηγάπησας, ο μόνος φιλάνθρωπος.

Tu che hai santificato con la tua nascita il seno della Vergine ed hai benedetto come conveniva le mani di Simeone, sei venuto e hai salvato anche noi, Cristo Dio. Conserva nella pace il tuo popolo e rendi forte coloro che ci governano, o solo amico degli uomini.


Apotolos (1Cor. 6,12-20)


Fratelli, “Tutto mi è lecito!”. Ma non tutto giova. “Tutto mi è lecito!”. Ma io non mi lascerò dominare da nulla. “I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!”. Ma Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l’impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite la prostituzione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impudicizia, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio della Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

Vangelo (Lc. 15,11-32)


Disse il Signore questa parabola: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliele dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.


Οτε κατήλθες

venerdì 29 gennaio 2010

30 Gennaio: Santi Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo


I TRE GERARCHI - ΤΡΙΩΝ ΙΕΡΑΡΧΩΝ



Apolitikion

Τους τρεις μεγίστους φωστήρας, της Τρισηλίου Θεότητος, τους την οικουμένην ακτίσι, δογμάτων θείων πυρσεύσαντας· τους μελιρρύτους ποταμούς της σοφίας, τους την κτίσιν πάσαν θεογνωσίας νάμασι καταρδεύσαντας· Βασίλειον τον μέγα, και τον θεολόγον Γρηγόριον, συν τω κλεινώ Ιωάννη, τω την γλώτταν χρυσορρήμονι· πάντες οι των λόγων αυτών ερασταί, συνελθόντες ύμνοις τιμήσωμεν· αυτοί γαρ τη Τριάδι, υπέρ ημών αεί πρεσβεύουσιν


Quanti siamo innamorati dei loro discorsi, conveniamo tutti insieme per onorare con inni i tre sommi astri della Divinità trisolare, che con i raggi delle loro divine dottrine fanno brillare tutta la terra; i fiumi di sapienza fluenti miele che irrigano tutto il creato con i rivi della conoscenza di Dio, il grande Basilio e il teologo Gregorio, insieme all’illustre Giovanni dall’aurea eloquenza: essi sempre per noi intercedono presso la Trinità.



Inni dei Santi Tre Gerarchi


lunedì 25 gennaio 2010

Libreria Oriente Cristiano



Libreria Oriente Cristiano

'Christian East Bookshop'

Professori, studenti e amici del Consorzio Gregoriano: Pontificio Orientale, La Gregoriana, e il Biblicum sono invitati a usufruire dei vantaggi offerti dal G&B/Oriente Cristiano Bookshop Card. Con la tessera gratuita, risparmi sull'acquisto di libri e con l'accumulo automatico di punti con ogni acquisto, guadagni buoni da usare verso altri acquisti di librii. Inoltre, la tessera ti offre vantaggiose convenzioni con biglietti presso teatri, concerti, e caffé a Roma.
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Libreria Oriente Cristiano
Orario: lun-ven: 8:30 -13:00 \ 15:30 - 18:30
Tel. 0039-06447417101
email: libreria@pontificio-orientale.com - www.pontificio-orientale.com
Piazza Santa Maria Maggiore, 7 - I-00185 Roma

sabato 23 gennaio 2010

Irinej di Nis, Nuvo Patriarca di Serbia



Irinej di Nis, Patriarca di Serbia

È stato il volere di Dio e il volere del Santo Sinodo", queste le prime parole pronunciate dal vescovo Irinej di Nis,80 anni, considerato un moderato, favorevole al dialogo interreligioso, A questo onorevole e difficile incarico sono stato eletto con l'aiuto dei fratelli vescovi, con i quali condividerò il peso di tale funzione e tutti i problemi" che sono di fronte alla Chiesa ortodossa serba, ha aggiunto Irinej, il cui nome di battesimo è Miroslav Gavrilovic. Nato nel 1930 nel villaggio di Vidova, presso Cacak, Irinej ha studiato in seminario negli anni cinquanta a Prizren, in Kosovo, e successivamente ha seguito gli studi di teologia all'Università di Belgrado. Nel 1974 è stato nominato vescovo, e l'anno successivo è diventato vescovo di Nis. Prende il posto del Patriarca Pavle, morto lo scorso novembre all’età di 95 anni.Nella cattedrale di San Michele a Belgrado, alla cerimonia solenne di insediamento del nuovo Patriarca c’erano le più alte autorità della politica serba oltre ai rappresentanti della chiesa cattolica e della comunità musulmana. Irinej è stato eletto venerdì dal Santo Sinodo. In lui molti vedono la figura ideale a gestire il processo di modernizzazione della chiesa, in parallelo al cammino della nuova Serbia democratica verso l’integrazione nell’Unione europea.




Chirotonia Episcopale


lunedì 18 gennaio 2010

Settimana di Preghiera per L'unità dei Cristiani




E' tradizione collaudata da oltre trent'anni che nella Basilica di S. Maria in Via Lata, dove ha sede il Centro Ecumenico delle Suore Figlie della Chiesa, alle ore 20:00 dei giorni 18-25 gennaio, si celebri solennemente la Santa Messa nei vari riti cattolici orientali con la partecipazione dei Pontifici Collegi di Roma, per dare il dovuto risalto alla " Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani", che quest'anno ha per tema: " Di tutte queste cose mi siete testimoni" (Lc 24,48)

A cura del Centro Ecumenico di Santa Maria in via Lata

in collaborazione col Centro di cultura Mariana

domenica 17 gennaio 2010


Vari testi liturgici:
Divine Liturgie, Sacramenti, Anno liturgico
ed Akoluthie per occasioni varie,
sono disponibili in versione pdf. sul sito
Chiesa di Sant'Atanasio dei Greci
curato da Giovanni Fabriani