giovedì 17 dicembre 2009

Il kontakion Η Παρθένος σήμερον


Affresco Monastero di Decani, Kosovo

Oggi la Vergine si dirige verso la grotta per dare a luce ineffabilmente il Verbo che è prima dei secoli. Rallegrati terra tutta, glorifica con gli angeli e i pastori, avendo udito che il Dio che è prima dei secoli ha voluto apparire come tenero bambino.

Dal 30 novembre la liturgia bizantina spesso il canto di questo tropario, attribuito alla mano di Romano il Melodo (+555); la liturgia bizantina ci mette di fronte, attraverso delle immagini poetiche e per mezzo di tutta un'intrecciatura di reminiscenze bibliche, ci mette di fronte al mistero della nostra salvezza, al mistero indicibile di Dio che per amore si incarna, si fa uomo ineffabilmente. Dio si fa uno di noi, si fa uomo, si fa piccolo come piace di dire ai Padri; questa è la grandezza della nostra fede, Dio che si fa veramente uomo; ...vedere il Dio invisibile rivelato nel suo tempio, una persona umana visibile...Oggi la Vergine si dirige verso la grotta per dare a luce ineffabilmente il Verbo che è prima dei secoli. Ogni testo liturgico -tropario, canone...- è un intreccio di citazioni bibliche esplicite ma spesso soltanto implicite; si può dire che sono dei testi frutto di una lectio divine che la Chiesa fa della Sacra Scrittura alla luce del mistero celebrato. Oggi la Vergine si dirige verso la grotta... L’Antico Testamento usa l’immagine di una ragazza o di una vergine per parlare del popolo, di tutto il popolo: la vergine figlia di Sion di Is 37,22. Nel tropario, però, il riferimento biblico è chiaramente quell’altro pure di Is, nel capitolo 7,14: la vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele; già il Nuovo Testamento nel vangelo di Matteo (Mt 1,22), i Padri e tutta la tradizione cristiana hanno letto questo passo di Is in chiave cristologica. ...si dirige verso la grotta per dare a luce ineffabilmente il Verbo che è prima dei secoli.Nell’Antico Testamento la grotta è sempre presentata come luogo di rifugio, sia di fronte al nemico sia di fronte a Dio stesso; la grotta nella roccia dove Elia si rifugia diventa il luogo dell’incontro con Dio (1Re 19,13); secondo Is 33,16 la grotta è luogo di rifugio per l’uomo giusto ... per dare a luce ineffabilmente il Verbo che è prima dei secoli. Il testo del tropario riecheggia in primo luogo, e in modo diretto, il testo di Gv 1,1: In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio... e Gv 1,14: E il Verbo si fecce carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e ancora il testo di 1Gv 1,1: Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita... Ma dietro del testo, e non in modo meno diretto, troviamo anche tutti i passi dell’Antico Testamento, soprattutto della letteratura sapienziale e dei salmi: la Parola del Signore è veritiera (Sal. 32,4); la tua Parola, Signore, è eterna (Sal 118,89); la tua Parola -il tuo Verbo- è lampada ai miei passi (Sal. 118,105) testo che si collega con quello del Vangelo: io sono la luce del mondo (Gv 8,12); manda sulla terra la sua Parola (Sal 147,4); e infine il testo che è più centrale e che i Padri hanno letto pure in riferimento all’incarnazione di Cristo:la tua Parola onnipotente scese dal cielo... (Sa 18,15). Rallegrati terra tutta, glorifica con gli angeli e i pastori... Il testo del tropario prosegue riprendendo la gioia di tutta la creazione, e si fa ecco di due rallegramenti di tutto il popolo: quelli delle vittorie di Saul e soprattutto di David sui nemici (1Sa 18,6; 21,12). Questa gioia del popolo il tropario la collega con quella degli angeli e dei pastori di Lc 2,8.18.20: i pastori poi se ne tonarono glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto. Notiamo come il testo di Lc e quello dl tropario sono quasi identici. ... avendo udito che il Dio che è prima dei secoli ha voluto apparire come tenero bambino. Qui il tropario riassume tutto il mistero, tutta l’economia della nostra salvezza. Il testo biblico che è retroterra di questa conclusione sembra chiaramente quello di Fil 2,6-7: ...il quale essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo... E il tropario: ...ha voluto apparire come tenero bambino... il Dio invisibile rivelato nel suo tempio, una persona umana visibile... Dio si è fatto uomo, Dio si è fatto piccolo. Il Dio infinito, inaccessibile, increato -pensiamo a tutta la serie di aggettivi privativi che troviamo nell’anafora di san Basilio, e sarebbe buono di rileggerla adesso che la celebreremo tre volte in pochi giorni: la vigilia di Natale, il primo gennaio e la vigilia dell’Epifania-; il Dio infinito, inaccessibile, increato, si è incarnato, si è fatto piccolo, si è fatto povero per i poveri e i piccoli. Rallegrati terra tutta, glorifica con gli angeli e i pastori... Il tropario, la Chiesa, ci invita alla gioia. Chiediamo al Signore di saper viverla fino in fondo la gioia che è pure dono suo.

di P. Manel Nin, Rettore P.C.Greco


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